Segnaletica di sicurezza sul lavoro: Titolo V del D.Lgs. 81/2008
La segnaletica di sicurezza è disciplinata dal Titolo V (artt. 161-166) e dagli Allegati XXIV-XXXII del D.Lgs. 81/2008. Fornisce un'indicazione o una prescrizione riferita a un oggetto, un'attività o una situazione determinata, per far fronte ai rischi che non è stato possibile eliminare o ridurre a monte. Questa guida illustra obblighi, categorie di cartelli, colori e forme, segnali luminosi, acustici e gestuali, requisiti di visibilità e formazione dei lavoratori.
Quando la segnaletica di sicurezza è obbligatoria
La segnaletica non sostituisce le misure di prevenzione: l'art. 163 e l'Allegato XXIV impongono al datore di lavoro di ricorrervi solo quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti con misure, metodi o sistemi di organizzazione del lavoro, o con mezzi tecnici di protezione collettiva. In altre parole, la segnaletica agisce sul rischio residuo. La scelta del tipo di segnale deriva dalla valutazione dei rischi (art. 28) e deve considerare l'entità del pericolo, l'estensione dell'area e il numero di lavoratori esposti. Segnalare non esonera mai dall'eliminazione della fonte di pericolo quando tecnicamente possibile: il cartello è l'ultima barriera informativa, non la prima misura. Vanno inoltre rispettate le prescrizioni minime dell'Allegato XXIV per ciascuna tipologia di segnale impiegata.
Le categorie di cartelli di sicurezza
L'Allegato XXV distingue cinque categorie principali di cartelli in base alla funzione. I cartelli di divieto (rotondi, bordo rosso, banda diagonale) vietano un comportamento pericoloso, come il divieto di fumare o di usare fiamme libere. I cartelli di avvertimento o pericolo (triangolari gialli) segnalano un rischio, ad esempio materiale infiammabile o tensione elettrica. I cartelli di prescrizione o obbligo (rotondi blu) impongono un comportamento, tipicamente l'uso dei DPI. I cartelli di salvataggio o soccorso (rettangolari verdi) indicano vie di fuga, uscite di emergenza e presidi di primo soccorso. Infine i cartelli antincendio (rettangolari rossi) segnalano estintori, idranti e dispositivi di allarme. Ogni categoria ha forma, colore e pittogramma standardizzati per garantire riconoscibilità immediata.
I colori di sicurezza e il loro significato
L'Allegato XXIV associa a ogni colore di sicurezza un preciso significato convenzionale. Il rosso indica divieto, pericolo-allarme e attrezzature antincendio (arresti di emergenza, estintori). Il giallo o giallo-arancio indica avvertimento, cioè attenzione e cautela verso un rischio. L'azzurro indica prescrizione, ovvero un comportamento o un'azione obbligatoria come indossare i DPI. Il verde indica sicurezza e salvataggio: porte, uscite, vie di fuga, situazione di non pericolo. Coerenza cromatica e contrasto con il colore di contrasto (bianco o nero) assicurano leggibilità. Le bande gialle-nere segnalano rischi permanenti di urto, caduta o inciampo, mentre le bande rosse-bianche indicano ostacoli o luoghi che comportano un rischio temporaneo. Rispettare il codice colore evita ambiguità interpretative durante un'emergenza.
Forme, pittogrammi e cartelli complementari
Alla funzione del cartello corrisponde una forma geometrica precisa: rotonda per divieti e obblighi, triangolare per gli avvertimenti, quadrata o rettangolare per salvataggio e antincendio. Il pittogramma, ossia l'immagine che rappresenta la situazione o descrive un comportamento, deve essere semplice e contenere solo i particolari essenziali per una comprensione immediata e universale, indipendente dalla lingua. I cartelli complementari possono aggiungere un testo esplicativo. La segnaletica di esodo segue lo standard grafico dell'omino in corsa verso l'uscita, coerente con la UNI EN ISO 7010. Anche le dimensioni contano: la superficie del cartello deve essere proporzionata alla distanza massima di osservazione, così che il messaggio resti percepibile.
Segnali luminosi e acustici
Oltre ai cartelli, il Titolo V prevede segnali dinamici. Il segnale luminoso, emesso da un dispositivo con materiale trasparente o traslucido illuminato dall'interno o dal retro, appare come superficie luminosa; se intermittente indica un livello di pericolo più elevato o una maggiore urgenza dell'intervento richiesto. Il segnale acustico è un segnale sonoro in codice emesso senza voce umana, usato per avviare o cessare un'azione o per l'evacuazione: deve avere un livello sonoro nettamente superiore al rumore di fondo per essere udibile senza risultare eccessivo. Un suono continuo, come per l'allarme antincendio, va distinto dai segnali intermittenti. Questi segnali sono impiegati dove il rischio è momentaneo o dove la segnaletica statica non basta a richiamare l'attenzione in tempo utile.
Comunicazione verbale e segnali gestuali
La comunicazione verbale utilizza messaggi verbali brevi, con parole codificate come via, alt, fermare, sollevare, abbassare, per coordinare azioni tra un mittente e uno o più destinatari. I segnali gestuali sono invece movimenti o posizioni convenzionali delle braccia e delle mani (Allegato XXXII) impiegati soprattutto per guidare le manovre che presentano un rischio per i lavoratori, come la movimentazione di carichi con gru e apparecchi di sollevamento. L'operatore-segnalatore, ben visibile e non impegnato in altre mansioni, dirige il manovratore che deve poter interrompere la manovra per chiedere nuove istruzioni in caso di dubbio sulla sicurezza. Gesti e messaggi verbali devono essere precisi, semplici e conosciuti da entrambe le parti per evitare fraintendimenti pericolosi.
Collocazione, visibilità e manutenzione
Perché sia efficace, la segnaletica va collocata in prossimità del rischio o dell'oggetto da segnalare, all'altezza e nella posizione più adatte rispetto all'angolo visuale, in punti bene illuminati e facilmente accessibili. La segnaletica di esodo, in caso di guasto dell'illuminazione, deve restare percepibile: cartelli fotoluminescenti o illuminazione di sicurezza garantiscono la visibilità nel buio. Un numero eccessivo di cartelli troppo vicini ne riduce l'efficacia, così come una collocazione errata. I dispositivi vanno regolarmente puliti, controllati, riparati e sostituiti quando deteriorati, e alimentati elettricamente quelli che richiedono energia. La segnaletica temporanea di cantiere va rimossa a fine lavori, mentre percorsi pedonali e vie di circolazione dei carrelli vanno delimitati con strisce ben visibili.
Formazione e informazione dei lavoratori
L'art. 164 impone al datore di lavoro di informare e formare i lavoratori sul significato della segnaletica presente in azienda, con particolare riferimento a quella che comporta l'uso di parole, gesti o messaggi verbali. I lavoratori devono conoscere il comportamento da adottare di fronte a ciascun segnale e, nel caso di segnalatori e manovratori, essere addestrati al codice gestuale utilizzato. La formazione sulla segnaletica si integra con quella generale prevista dall'art. 37 e va aggiornata quando si introducono nuovi rischi o nuovi segnali. Anche l'etichettatura delle sostanze pericolose e i pittogrammi di pericolo secondo il regolamento CLP (Regolamento CE n. 1272/2008) rientrano tra le informazioni che il personale deve saper interpretare per operare in sicurezza.
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