Rischi specifici
I rischi specifici nei luoghi di lavoro: chimico, biologico, rumore, vibrazioni, agenti fisici, movimentazione manuale dei carichi, videoterminali, stress e altro.
136 domande e risposte
I rischi specifici comprendono l'insieme dei pericoli che, per natura o modalità di esposizione, richiedono una valutazione dedicata e misure di prevenzione mirate secondo i Titoli del D.Lgs. 81/2008. Rientrano in questa categoria il rischio chimico e biologico, gli agenti fisici come rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici e radiazioni, la movimentazione manuale dei carichi, il lavoro al videoterminale e lo stress lavoro-correlato. Per ciascun fattore la normativa individua valori limite, obblighi di misurazione e criteri di riduzione dell'esposizione. Tra i rischi meno percepiti ma rilevanti vi è anche la qualità dell'acqua negli ambienti di lavoro, potenziale veicolo di agenti biologici. Questa sezione approfondisce le domande frequenti sulle diverse tipologie di rischio e sulle relative misure di tutela.
- Ogni rischio specifico richiede valutazione e misure dedicate
- Comprende agenti chimici, biologici e fisici
- La norma fissa valori limite e obblighi di misurazione
- Include movimentazione carichi, videoterminali e stress
La tua struttura è a norma per la sicurezza sul lavoro?
Rischio chimico2
Cos'è il rischio chimico?
È il rischio per la salute e la sicurezza derivante dalla presenza di agenti chimici pericolosi nei luoghi di lavoro, per inalazione, contatto o ingestione. Va valutato considerando proprietà, quantità, modalità d'uso ed esposizione.
Cos'è il rischio chimico 'basso per la sicurezza e irrilevante per la salute'?
È la condizione in cui, dalla valutazione, il rischio risulta talmente contenuto da non richiedere misure specifiche ulteriori oltre a quelle generali. In tal caso non si applicano alcune misure aggiuntive previste per i rischi non irrilevanti.
Cancerogeni1
Rumore1
Vibrazioni1
MMC2
Cos'è la movimentazione manuale dei carichi?
Sono le operazioni di trasporto o sostegno di un carico (sollevamento, deposito, spinta, traino, spostamento) che, per caratteristiche o condizioni sfavorevoli, comportano rischi di patologie da sovraccarico biomeccanico, in particolare dorso-lombari.
Quali norme tecniche si usano per la MMC?
La valutazione si avvale delle norme della serie ISO 11228 (sollevamento e trasporto, traino e spinta, movimentazione di carichi leggeri ad alta frequenza), richiamate dall'Allegato XXXIII del Testo Unico.
Videoterminali2
Chi è il lavoratore videoterminalista?
È il lavoratore che utilizza un'attrezzatura munita di videoterminale, in modo sistematico o abituale, per almeno venti ore settimanali. A questa soglia si applicano gli obblighi specifici del Titolo VII, comprese pause e sorveglianza sanitaria.
Quali pause spettano al videoterminalista?
Il lavoratore ha diritto a una pausa di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al videoterminale, salvo diverse disposizioni della contrattazione collettiva. La pausa non è cumulabile a inizio o fine orario.
Stress lavoro-correlato1
Amianto1
Biologico1
Rischio elettrico1
Campi elettromagnetici1
Radiazioni ottiche1
Atmosfere esplosive1
Silice1
Microclima severo1
Sovraccarico arti superiori1
Lavoro notturno1
Radon1
Stress fasi1
Rumore misura1
Vibrazioni valori1
Schede dati sicurezza1
Registro esposti1
Amianto piano1
Biologico gruppi1
Polveri di legno1
Fumi saldatura1
Illuminazione lux1
Rischio stradale1
Chimico gerarchia1
VDT sorveglianza1
MMC indice1
Traino e spinta1
Valori limite chimici1
Rumore picco1
Biologico contenimento1
CEM sensibili1
Laser1
ATEX zone1
Stress chi valuta1
Differenze di genere1
Radiazioni ionizzanti1
Gas di scarico1
Lavoro isolato1
Misurazioni ambientali1
Agenti chimici1
Sostituzione cancerogeni1
Valore limite amianto1
Bonifica amianto1
Programma rumore1
Pesi MMC1
Rifiuti sanitari1
Dermatiti1
Sensibilizzanti1
Lavoro a caldo1
Microclima freddo1
Stoccaggio chimici1
Radon misura1
Misure chimico1
Aree cancerogeni1
Censimento amianto1
Attrezzature ATEX1
Misure stress1
Vibrazioni attrezzature1
Polveri1
Antiblastici1
Assorbimento cutaneo1
Indoor air quality1
Aspirazione localizzata1
Esempi cancerogeni1
Amianto imprevisto1
Legionella1
Vibrazioni patologie1
Colpo di calore2
Come prevenire il colpo di calore nei lavori all'aperto?
Durante le ondate di calore vanno adottate misure come la riorganizzazione degli orari nelle ore meno calde, pause in zone ombreggiate o climatizzate, idratazione frequente, indumenti idonei, formazione sui sintomi e sorveglianza tra colleghi. Il colpo di calore è un'emergenza sanitaria potenzialmente mortale. Esistono indicazioni e allerte dedicate per i lavori all'esterno.
Come si previene il colpo di calore nel lavoro all'aperto?
Nelle lavorazioni all'aperto in periodi caldi si prevengono lo stress termico e il colpo di calore con organizzazione degli orari nelle ore meno calde, pause in zone ombreggiate, idratazione, acclimatazione graduale, abbigliamento idoneo, sorveglianza e formazione sui sintomi; nei casi estremi si sospende l'attività. È un rischio potenzialmente mortale. Riguarda edilizia e agricoltura in particolare.
Lavoro notturno definizione1
Radiazioni classificazione1
Formaldeide2
La formaldeide è pericolosa?
Sì: la formaldeide è classificata come cancerogena e si trova in resine, adesivi, prodotti per il legno, laboratori e processi di conservazione; l'esposizione richiede riduzione al minimo, aspirazione, ventilazione, DPI e sorveglianza sanitaria. Va gestita con le misure del relativo capo. Riguarda industria del mobile, laboratori e sanità.
La formaldeide è cancerogena?
Sì: la formaldeide è classificata come cancerogena e usata in laboratori, sanità (fissativi), industria del legno e resine; l'esposizione richiede aspirazione localizzata, sistemi chiusi, riduzione al minimo, DPI e sorveglianza sanitaria. È anche irritante e sensibilizzante. Va gestita nell'ambito degli agenti cancerogeni.
SVHC1
Esplosione polveri1
UV solare1
Bitume1
Gas anestetici1
Umidità1
Arco elettrico1
DPI chimico scelta1
Deposito infiammabili1
Travaso1
Piombo2
Cos'è il saturnismo?
È l'intossicazione cronica da piombo, agente chimico che può colpire chi lavora in fonderie, batterie, saldature, demolizioni di vecchie verniciature; provoca effetti su sangue, sistema nervoso e reni. La prevenzione prevede riduzione dell'esposizione, igiene, monitoraggio biologico e sorveglianza sanitaria con valori limite biologici. È un classico rischio professionale chimico.
Il piombo richiede controlli specifici?
Sì: l'esposizione al piombo inorganico è soggetta a valori limite e prevede il monitoraggio biologico (piombemia) oltre a quello ambientale; servono misure di contenimento, igiene, divieto di mangiare e fumare nelle aree esposte, DPI e sorveglianza sanitaria. Riguarda fonderie, batterie, alcune bonifiche e lavorazioni. Il controllo biologico è caratteristico di questo rischio.
Solventi1
Fitofarmaci1
Zoonosi1
Lavoro freddo guanti1
Gestanti chimico1
Gas compressi2
Come si gestiscono le bombole di gas compressi?
Le bombole vanno stoccate in luoghi ventilati, in posizione verticale e fissate contro il ribaltamento, protette dal calore e dagli urti, con separazione tra gas incompatibili e valvole dotate di cappellotto durante il trasporto. Vanno identificate e movimentate con carrelli idonei. Un uso scorretto può causare esplosioni e proiezioni.
Come si stoccano in sicurezza le bombole di gas?
Le bombole vanno conservate in luoghi ventilati, protette dal calore e dagli urti, fissate in posizione verticale, con separazione dei gas incompatibili e valvole protette dai cappellotti; vanno movimentate con appositi carrelli e mai trascinate. La pressione e la natura del gas rendono critico lo stoccaggio. Servono procedure e formazione.