Valutazione dei rischi e DVR
Valutazione dei rischi e Documento di Valutazione dei Rischi (DVR): obbligo, contenuti, metodologia, aggiornamento e responsabilita' ai sensi del D.Lgs. 81/2008.
55 domande e risposte
La valutazione dei rischi è l'adempimento cardine del sistema di prevenzione e costituisce un obbligo non delegabile del datore di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008. Consiste nell'analisi sistematica di tutti i pericoli presenti in azienda, finalizzata a individuare le misure di prevenzione e protezione più adeguate. L'esito confluisce nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), che deve avere data certa e contenere la descrizione dei rischi, i criteri adottati, il programma di miglioramento e l'indicazione delle mansioni esposte. Il DVR va aggiornato in occasione di modifiche significative del processo produttivo, dell'organizzazione o a seguito di infortuni rilevanti. Questa sezione raccoglie le domande su obbligo, contenuti, metodologia e revisione del documento.
- La valutazione dei rischi è obbligo non delegabile del datore di lavoro
- Il DVR deve avere data certa e contenuti definiti dalla norma
- Va aggiornato in caso di modifiche significative o infortuni
- Individua misure di prevenzione e programma di miglioramento
La tua struttura è a norma per la sicurezza sul lavoro?
DVR1
Obbligo1
Contenuti1
Aggiornamento1
Data certa2
Il DVR deve avere data certa?
Sì, il documento deve essere munito di data certa o attestata dalla sottoscrizione del datore di lavoro, dell'RSPP, del RLS e del medico competente (ove nominato). Serve a dimostrare quando è stata effettuata la valutazione.
Come si dà data certa al DVR?
La data certa si attribuisce con modalità che rendano incontestabile il momento di redazione, ad esempio con firma congiunta di datore, RSPP, medico competente e RLS, oppure con strumenti come la posta elettronica certificata o attestazioni equivalenti. La data certa documenta l'avvenuta valutazione. È un elemento richiesto per il DVR.
Procedure standardizzate2
Esistono procedure semplificate per la valutazione?
Le procedure standardizzate erano previste per le piccole imprese, ma l'autocertificazione della valutazione dei rischi è stata abrogata: oggi ogni datore di lavoro deve comunque redigere il DVR vero e proprio.
Quali aziende possono usare le procedure standardizzate?
Le procedure standardizzate per la valutazione dei rischi sono uno strumento semplificato utilizzabile dalle imprese di minori dimensioni che rientrano nei limiti previsti, purché non svolgano attività a rischio particolare; non esonerano dal DVR ma ne facilitano la redazione. Restano esclusi i contesti a rischio elevato. Vanno comunque calate sulla realtà aziendale.
DUVRI1
Metodologia1
Rischi particolari1
Conservazione1
Nuova impresa1
Soggetti coinvolti1
Consultazione RLS1
Rischio incendio1
Modifiche1
Rischi interferenti1
Più sedi1
Rischio aggressione2
Devo valutare il rischio di aggressione o rapina?
Sì, dove l'attività espone a tale rischio (sportelli, sanità, vendita, vigilanza, servizi pubblici) la valutazione deve considerarlo e prevedere misure organizzative, tecniche e formative (procedure, dispositivi antirapina, gestione del contante, formazione del personale). È un rischio sempre più rilevante, anche in ottica di violenza di terzi. Va integrato nel DVR.
Come si gestisce il rischio di aggressione al personale?
Nei servizi a contatto con il pubblico (sanità, sportelli, trasporti) si valuta il rischio di aggressione fisica e verbale, con misure come layout sicuri, vie di fuga, sistemi di allarme, procedure di de-escalation, formazione e presenza di personale; per la sanità sono previste indicazioni dedicate. La tutela riguarda incolumità e benessere. È un tema di crescente attenzione.