RSPP interno o esterno: quale scegliere
artt. 31, 32, 34 D.Lgs. 81/2008 · aggiornata a Settembre 2026
L'RSPP è sempre obbligatorio: il datore può organizzarlo internamente (modalità prioritaria, art. 31 c. 1), incaricare un professionista esterno oppure — entro le soglie dell'Allegato II — svolgerne direttamente i compiti (art. 34). In ogni caso la responsabilità resta del datore di lavoro (art. 31 c. 5), obbligo non delegabile. Il servizio deve essere interno nei casi dell'art. 31 c. 6 (Seveso, centrali termoelettriche, industrie con oltre 200 lavoratori, ecc.).
Le tre modalità a confronto
| RSPP interno | RSPP esterno | Datore-RSPP | |
|---|---|---|---|
| Chi può farlo | Dipendente con requisiti art. 32 | Consulente o società esterni con requisiti art. 32 | Il datore di lavoro in persona |
| Formazione | Diploma + Moduli A + B + C (art. 32) | Diploma + Moduli A + B + C (art. 32) | Corso 16–48 ore (art. 34 c. 2) + aggiornamento periodico |
| Presenza in azienda | Alta e continuativa | Discontinua (accessi programmati) | Massima (è il datore stesso) |
| Costo | Personale interno + formazione | Parcella / contratto di consulenza | Solo formazione del datore |
| Responsabilità | Resta del datore di lavoro | Resta del datore (art. 31 c. 5) | Del datore (coincide) |
La regola: prima l'interno
Il datore di lavoro organizza il servizio di prevenzione e protezione prioritariamente all'interno dell'azienda (art. 31, c. 1). Il ricorso a persone o servizi esterni è obbligatorio soltanto in assenza di dipendenti in possesso dei requisiti dell'art. 32 (art. 31, c. 4). Anche affidandosi a un esterno, però, il datore non è esonerato dalla propria responsabilità (art. 31, c. 5): la designazione dell'RSPP è un obbligo non delegabile (art. 17, c. 1, lett. b).
Quando il servizio deve essere interno
In alcune realtà ad alto rischio l'istituzione del servizio all'interno è comunque obbligatoria e il RSPP deve essere interno (art. 31, commi 6 e 7). In questi stessi casi il datore non può svolgere il ruolo di RSPP:
- Stabilimenti Seveso soggetti a notifica o rapporto
- Centrali termoelettriche
- Impianti e laboratori nucleari (D.Lgs. 230/1995)
- Fabbricazione e deposito di esplosivi, polveri e munizioni
- Aziende industriali con oltre 200 lavoratori
- Industrie estrattive con oltre 50 lavoratori
- Strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori
Quando il datore può fare da RSPP
Il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti dell'RSPP solo entro le soglie dell'Allegato II (art. 34, c. 1) e mai nei casi dell'art. 31, c. 6. Le soglie vigenti (dopo il D.Lgs. 106/2009) sono:
| Tipo di azienda | Limite |
|---|---|
| Aziende artigiane e industriali | fino a 30 lavoratori |
| Aziende agricole e zootecniche | fino a 30 lavoratori |
| Aziende della pesca | fino a 20 lavoratori |
| Altre aziende | fino a 200 lavoratori |
Attenzione: il limite delle aziende agricole e zootecniche è 30 lavoratori (non più 10, come recita ancora qualche fonte datata): è stato elevato dal D.Lgs. 106/2009.
Domande frequenti
L'RSPP è sempre obbligatorio?
Sì. Ogni azienda con almeno un lavoratore deve avere un Servizio di Prevenzione e Protezione e un RSPP designato. La designazione è un obbligo non delegabile del datore di lavoro (art. 17, c. 1, lett. b). Cambia solo la modalità: RSPP interno, esterno o datore di lavoro che svolge direttamente il ruolo.
Conviene di più un RSPP interno o esterno?
La legge indica come modalità prioritaria l'organizzazione interna del servizio (art. 31, c. 1). L'RSPP interno conosce meglio i processi ed è più presente; l'esterno offre maggiore specializzazione e indipendenza ed è la scelta tipica delle PMI prive di personale qualificato. Il ricorso all'esterno è obbligatorio solo se in azienda manca del tutto personale con i requisiti dell'art. 32 (art. 31, c. 4).
Nominando un RSPP esterno il datore si libera delle responsabilità?
No. L'art. 31, c. 5 stabilisce espressamente che, ricorrendo a persone o servizi esterni, il datore «non è per questo esonerato dalla propria responsabilità in materia». La responsabilità datoriale in materia di sicurezza non è mai trasferibile.
In quali aziende il datore di lavoro non può fare da RSPP?
Il datore-RSPP è ammesso solo entro le soglie dell'Allegato II ed è comunque escluso nei casi dell'art. 31, c. 6: stabilimenti Seveso, centrali termoelettriche, impianti nucleari, fabbricazione/deposito di esplosivi, industrie con oltre 200 lavoratori, industrie estrattive con oltre 50, strutture di ricovero e cura con oltre 50 lavoratori. In questi casi il RSPP deve essere interno (art. 31, c. 7).
Quanti lavoratori per fare il datore-RSPP in un'azienda agricola?
Fino a 30 lavoratori (Allegato II, testo vigente dopo il D.Lgs. 106/2009). Il precedente limite di 10 non è più in vigore. Per la pesca il limite è 20, per le aziende artigiane e industriali 30, per le altre aziende 200.
Quante ore di formazione servono al datore che fa da RSPP?
Con l'Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 non si applica più lo schema 16/32/48 ore per livello di rischio. La formazione è modulare: 16 ore di corso base per datore di lavoro più un modulo RSPP di 8 ore (e un modulo tecnico aggiuntivo per i settori a rischio come agricoltura, chimico e costruzioni), con aggiornamento di 8 ore ogni 5 anni. Fino al 24/05/2026 si possono ancora avviare corsi con le regole precedenti.
Fonti
- Normattiva — D.Lgs. 81/2008 (testo vigente) · artt. 17, 31, 32, 34 e Allegato II · D.Lgs. 106/2009 · Accordo Stato-Regioni 17/04/2025
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