Lavoro notturno: regole e limiti
D.Lgs. 66/2003 e art. 41 D.Lgs. 81/2008 · aggiornata a Settembre 2026
Il lavoro notturno è disciplinato dal D.Lgs. 66/2003. Il «periodo notturno» è un periodo di almeno 7 ore consecutive comprendente l'intervallo tra la mezzanotte e le 5; è «lavoratore notturno» chi vi svolge almeno 3 ore del proprio lavoro giornaliero in modo abituale o, in difetto di contrattazione collettiva, per almeno 80 giorni l'anno (art. 1). L'orario dei lavoratori notturni non può superare le 8 ore in media nelle 24 ore (art. 13). È prevista la sorveglianza sanitaria con controlli preventivi e periodici almeno ogni 2 anni (art. 14, tramite il medico competente ex art. 41 D.Lgs. 81/2008) e, in caso di inidoneità, il trasferimento a lavoro diurno (art. 15). Il lavoro notturno è vietato alla donna dall'accertamento della gravidanza fino a un anno di età del bambino, con facoltà di esonero per genitori di figli piccoli e per chi assiste disabili (art. 11).
I numeri chiave
| Voce | Valore | Riferimento |
|---|---|---|
| Periodo notturno | almeno 7 ore consecutive tra la mezzanotte e le 5 | art. 1, c. 2, lett. d |
| Lavoratore notturno | ≥ 3 ore nel periodo notturno in modo abituale | art. 1, c. 2, lett. e |
| Criterio residuale (senza CCNL) | ≥ 80 giorni lavorativi all'anno di lavoro notturno | art. 1, c. 2, lett. e, n. 2 |
| Limite di durata | max 8 ore in media nelle 24 ore | art. 13 |
| Sorveglianza sanitaria | controlli preventivi e periodici almeno ogni 2 anni | art. 14 |
Sorveglianza sanitaria e tutele soggettive
I lavoratori notturni sono sottoposti a controlli preventivi e periodici (almeno ogni 2 anni) per verificare l'assenza di controindicazioni, tramite il medico competente (art. 14 D.Lgs. 66/2003; art. 41 D.Lgs. 81/2008). In caso di inidoneità, il lavoratore è assegnato a mansioni diurne equivalenti, se esistenti e disponibili (art. 15).
Il lavoro notturno è vietato alla donna dall'accertamento della gravidanza fino a un anno di età del bambino; hanno facoltà di esonero i genitori di figli sotto i 3 anni, l'unico genitore affidatario di figlio sotto i 12 anni e chi assiste una persona disabile (art. 11, c. 2).
Domande frequenti
Quando un orario è considerato «lavoro notturno»?
Il periodo notturno è un periodo di almeno 7 ore consecutive che comprende l'intervallo tra la mezzanotte e le 5 del mattino (art. 1, c. 2, lett. d, D.Lgs. 66/2003). È «lavoratore notturno» chi svolge durante tale periodo almeno 3 ore del proprio lavoro giornaliero in modo abituale; in difetto di disciplina collettiva, chi lo fa per almeno 80 giorni lavorativi l'anno.
Qual è il limite massimo di orario per i lavoratori notturni?
L'orario dei lavoratori notturni non può superare le 8 ore in media nelle 24 ore (art. 13), salvo che i contratti collettivi individuino un periodo di riferimento più ampio su cui calcolare la media. In assenza di diversa previsione, la media si calcola di norma sulla settimana lavorativa.
È prevista la sorveglianza sanitaria per chi lavora di notte?
Sì. L'art. 14 impone controlli preventivi e periodici, almeno ogni 2 anni, a cura e spese del datore, tramite il medico competente (art. 41 D.Lgs. 81/2008) o le strutture sanitarie pubbliche, per verificare l'assenza di controindicazioni al lavoro notturno.
Cosa succede se un lavoratore è inidoneo al lavoro notturno?
Il lavoratore dichiarato inidoneo al lavoro notturno dal medico competente è assegnato al lavoro diurno, in mansioni equivalenti se esistenti e disponibili (art. 15). La contrattazione collettiva disciplina le modalità di applicazione e le soluzioni quando l'assegnazione non è praticabile.
Chi non può o non è obbligato a lavorare di notte?
È vietato adibire al lavoro notturno la donna dall'accertamento della gravidanza fino a un anno di età del bambino. Hanno inoltre la facoltà di non prestare lavoro notturno: la lavoratrice madre (o, in alternativa, il padre convivente) di figlio di età inferiore a 3 anni; l'unico genitore affidatario di figlio convivente di età inferiore a 12 anni; chi ha a carico una persona disabile ai sensi della L. 104/1992 (art. 11, c. 2).
Fonti
- Normattiva — D.Lgs. 66/2003 · artt. 1, 11-15 (lavoro notturno)
- Normattiva — D.Lgs. 81/2008 · art. 41 (sorveglianza sanitaria)
Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato.