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Rischi specifici

Microclima e stress termico sul lavoro

Agente fisico · D.Lgs. 81/2008 · aggiornata a Settembre 2026

Il microclima è classificato tra gli agenti fisici dal D.Lgs. 81/2008 (art. 180) e va valutato nel DVR (artt. 28 e 181) con riferimento alle norme di buona tecnica. L'Allegato IV (punto 1.9) pone requisiti solo qualitativi — aria salubre, temperatura «adeguata all'organismo umano», controllo di umidità e correnti d'aria — e non fissa alcun valore numerico di temperatura. Gli ambienti termici si distinguono in moderati (comfort, indici PMV/PPD della UNI EN ISO 7730), severi caldo (indice WBGT della UNI EN ISO 7243) e severi freddo (indice IREQ della UNI EN ISO 11079): questi indici sono criteri delle norme tecniche, non soglie di legge. Per il rischio da caldo e il lavoro all'aperto l'obbligo di valutare e adottare misure (acqua, pause, turnazione, ombra) discende dagli artt. 28 e 181 e dall'art. 2087 del Codice Civile; le ordinanze regionali anti-caldo, la piattaforma Worklimate (INAIL-CNR) e la cassa integrazione per eventi meteo sono misure amministrative e contingenti, non norme nazionali permanenti.

Obbligo di legge vs norma tecnica

Il microclima è un agente fisico (art. 180) e va valutato come parte di tutti i rischi (artt. 28 e 181). L'Allegato IV, punto 1.9, pone però solo requisiti qualitativi (aria salubre, temperatura adeguata, umidità e correnti d'aria controllate): nessun valore di temperatura in gradi è fissato dalla legge. Gli indici numerici per valutare gli ambienti termici provengono dalle norme tecniche UNI EN ISO, richiamate dalle «norme di buona tecnica» dell'art. 181.

Ambiente termicoIndiceNorma tecnica
Moderato (comfort)PMV / PPDUNI EN ISO 7730
Severo caldoWBGT (e PHS)UNI EN ISO 7243 (e 7933)
Severo freddoIREQUNI EN ISO 11079

WBGT, PMV/PPD e IREQ sono indici di norme tecniche: non vanno mai presentati come valori-soglia di legge.

Rischio da caldo e lavoro all'aperto

Per il colpo di calore e il lavoro outdoor (edilizia, agricoltura, logistica) l'obbligo di valutare il rischio e adottare misure — acqua, pause, turnazione e riorganizzazione degli orari, ombreggiatura, indumenti idonei — deriva dagli artt. 28 e 181 del D.Lgs. 81/2008 e dall'obbligo generale di tutela dell'art. 2087 del Codice Civile. Non esistono soglie numeriche di legge: la valutazione è caso per caso.

Le ordinanze regionali anti-caldo, la piattaforma previsionale Worklimate(progetto INAIL-CNR) e la cassa integrazione per eventi meteo sono misure amministrative e contingenti (regionali o temporanee), non norme nazionali permanenti: vanno verificate di volta in volta.

Domande frequenti

Il microclima va valutato nel DVR?

Sì. Il microclima è espressamente classificato tra gli agenti fisici (art. 180 D.Lgs. 81/2008) e rientra nei «tutti i rischi» che il datore deve valutare ai sensi dell'art. 28; la valutazione degli agenti fisici (art. 181) avviene con riferimento alle norme di buona tecnica e alle buone prassi.

La legge fissa una temperatura minima o massima nei luoghi di lavoro?

No. L'Allegato IV (punto 1.9) richiede che l'aria sia salubre e che la temperatura sia «adeguata all'organismo umano durante il tempo di lavoro», tenendo conto dei metodi di lavoro, degli sforzi fisici, dell'umidità e del movimento dell'aria, ma non indica valori numerici in gradi. Non esiste quindi una soglia di temperatura fissata dal D.Lgs. 81/2008.

Cosa sono gli indici WBGT, PMV e IREQ?

Sono indici delle norme tecniche UNI EN ISO per valutare gli ambienti termici: PMV/PPD per il comfort (ISO 7730), WBGT per lo stress da caldo (ISO 7243) e IREQ per il freddo (ISO 11079). Sono criteri tecnici richiamati tramite le «norme di buona tecnica» dell'art. 181, non valori-soglia stabiliti dalla legge.

Come si gestisce il rischio da caldo e il lavoro all'aperto?

L'obbligo di valutare il rischio da calore e di adottare misure (acqua, pause, turnazione e riorganizzazione degli orari, ombreggiatura, indumenti idonei) deriva dagli artt. 28 e 181 del D.Lgs. 81/2008 e dall'obbligo generale di tutela dell'art. 2087 del Codice Civile. Non esistono soglie numeriche di legge per il lavoro outdoor: la valutazione è caso per caso.

Che cosa sono le ordinanze anti-caldo e la piattaforma Worklimate?

Sono misure amministrative e strumenti di supporto, non norme nazionali permanenti. Worklimate è un progetto di ricerca INAIL-CNR che fornisce previsioni del rischio da calore; diverse Regioni, nelle estati più calde, emanano ordinanze temporanee che vietano il lavoro all'aperto nelle ore più calde nei giorni a rischio elevato. È inoltre possibile, in presenza di caldo eccezionale, ricorrere alla cassa integrazione per eventi meteo (parametro amministrativo INPS, non una soglia di sicurezza).

Fonti

Contenuto informativo, non sostituisce la consulenza di un professionista abilitato.

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